VENTO E PIOGGIA

con Elda AlviginiGiorgio CaputoEdoardo Pesce,

Alessandro MarvertiTiziano La BellaPatrizio La Bella

regia Patrizio La Bella

scritto e diretto Patrizio La Bella

aiuto regia Leonarda Imbornone

direzione artistica Lorenzo Terranera

scenografia Lorenzo Terranera

scenografa Alessandra Ricci

musica Roberto Angelini

disegno luci Paolo Ferrari

produzione B5 srl

organizzazione Adriano Caldiero – Patrizia Zoratti

ufficio stampa Margherita Fusi – Carla Fabi

Una storia vera: tre figli vanno a trovare il padre detenuto in un carcere di Bangkok accusato di spaccio di droga. Nella sala d’aspetto, tra vecchi ricordi e dissapori mai spenti, inizia un gioco delle parti. In un’atmosfera ad alta tensione, ma carica di ironia, attraverso un linguaggio dal sapore romanesco, colorito e irresistibilmente divertente, si delinea una storia dai tratti grotteschi, nella quale i tre fin da piccoli hanno dovuto fare da “padri” al loro genitore, e che conduce, fatalmente e inesorabilmente, verso l’unica “soluzione finale”.

NOTA DELL’AUTORE

Si tratta di una commedia popolare dal linguaggio volutamente colorito che rispecchia fedelmente l’intercalare, le espressioni idiomatiche e gli scenari della Roma compresa fra gli anni settanta e gli anni ottanta, cateterizzata da una generazione senza punti di riferimento e vittima della droga. Una commedia nera che i personaggi, realmente esistiti, fanno di nuovo vivere sulla scena. Un’avventura irreverente, grottesca, ora amara, ora ironica, che mette in gioco la vita di tre fratelli da sempre costretti a fare da padre al proprio padre. Siamo a Roma, nella borgata di Primavalle tra gli anni settanta e la fine del secolo scorso, dove una generazione inconsapevole sceglie l’eroina come futuro, chiudendosi ogni via di scampo.
Tratto dall’omonimo romanzo di Patrizio La Bella, la commedia è la storia vera di tre fratelli costretti fin dall’adolescenza a prendersi cura del proprio padre, Gianni, detto “Er Belletta”, tossicodipendente. Luca, Valentino, Patrizio e sua moglie Alessia, approfittano della visita speciale natalizia, che permette ai detenuti di incontrare i familiari, per andare a trovare il padre accusato di spaccio e detenzione di eroina nel carcere Wang Wong di Bangkok. Li, nella sala d’aspetto del penitenziario riemergono i ricordi, i vecchi dissapori familiari, le inattese aspettative. Ma soprattutto l’amore incondizionato, mai confessato, dei tre ragazzi verso il proprio genitore. L’attesa dell’incontro dura tutto il primo atto. È un’attesa emozionale, emozionante. Un’attesa gioiosa, divertente, dissacrante, che culmina con la stoccata finale del solito Belletta:

“perché avete speso tutti sti soldi per venire qui… n’era mejo se mi mettevate un po’ de robba nel parmigiano e me la spedivate?” il Belletta non vedeva i figli da più di cinque anni.

Nel secondo atto le dinamiche individuali subiscono un’inevitabile variazione. Gianni si prepara all’addio, al culmine della sua esistenza, all’inevitabile epilogo e lo farà in grande stile, come la sua natura gli detta nel reparto di oncologia dell’ospedale romano San Filippo Neri.

CONSIDERAZIONI

“Vento e pioggia (Soluzione finale)” è una commedia popolare tratta da un romanzo popolare. Il linguaggio volutamente colorito rispecchia fedelmente la lingua dei personaggi realmente esistiti. Infatti, la commedia, narra la storia vera di Gianni La Bella e dei suoi tre figli. Il luogo d’appartenenza è quello della Roma che tra gli anni settanta e fine degli anni novanta, partorì una generazione inconsapevole, senza via di scampo, la generazione dell’epidemia eroinomane. Quindi è fondamentale il richiamo alla lingua popolare, di quartiere, di borgata.

Spettacoli stagione 2012-2013