WEEK END
dal 24 settembre al 20 ottobre 2013


In scena al Teatro della Cometa dal 24 settembre al 20 ottobre 2013 | Dove siamo? |

WEEK END

di Annibale Ruccello
con Margherita Di Rauso, Giulio Forges Davanzati, Brenno Placido
regia Luca De Bei


zoom locandina zoom locandina

Roma anni ’80, un quartiere di periferia. La seriosa professoressa Ida, di origine campana, tenta di vincere la solitudine: in un lungo Week End immerso nella luce di una limpida primavera, Ida dà ripetizioni a un suo studente, riceve un giovane idraulico per un guasto forse inesistente, guarda la tivù, ascolta musica, indossa abiti che la fanno sentire diversa. Ma soprattutto sogna: sogni sessuali, disinibiti, violenti, in cui proprio quei due giovani uomini assumono il ruolo di amanti e vittime. Sogni che prendono corpo… diventando, forse, reali.


Note al testo

Annibale Ruccello“Week-end”, scritto nel 1983, è l’ultimo testo della trilogia (assieme a “Notturno di donna con ospiti” e “Le cinque rose di Jennifer”) che Annibale Ruccello definiva Teatro da Camera. È, come in altri suoi testi, ancora la storia di una solitudine, di uno spaesamento, di uno sradicamento culturale che si trasforma nel corso della vicenda in un’alienazione che ha dunque radici nel sociale oltre che nel privato. Da molti è considerato il testo più perfetto e più profondo del drammaturgo campano anche se, curiosamente, è una delle sue opere meno frequentate (se ne ricorda soprattutto e quasi esclusivamente l’edizione diretta da Ruccello stesso nell’86 e interpretata da Barbara Valmorin e un’altra sempre con la Valmorin diretta da Daniele Segre nel ’95).
Storia che vive di un affascinante miscuglio di quotidianità, di rimembranze e di pulsioni inconsce, “Week-end” ci racconta il fine settimana di Ida, un’insegnante quarantenne afflitta da un handicap fisico (una malformazione al piede che la fa zoppicare). La donna abita in una periferia romana ma è originaria di un piccolo paese del napoletano di cui si sente irrimediabilmente orfana. Il Sud da cui proviene però, sebbene in qualche modo agognato nel ricordo, è un Sud a sua volta infelice e mai riscattato, seppur di sapore antico, quasi mitologico. In queste due grigie giornate in cui è compreso l’arco narrativo del testo, Ida impartisce ripetizioni a un goffo studentello, accoglie in casa un giovane idraulico e vive, o crede di vivere, con entrambi gli uomini esperienze sessuali liberatorie ed estreme, con rito sacrificatorio finale.
È una storia al tempo stesso di verità e di rappresentazione che riesce a raggiungere lo spettatore proprio in virtù delle emozioni che mette in gioco e della tecnica drammaturgica costantemente in bilico tra realtà e sogno.


Luca De Bei

Luca De BeiNasce a Padova da padre veneto e madre italoamericana. Cresce a Napoli. Si diploma alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova. Come autore e regista debutta nel 1990 a New York con Buio Interno a Off Broadway. 
Tra i suoi testi: Un cielo senza nuvole, I cani davanti alla lepre (tradotto in tedesco dal Burgtheater di Vienna e in inglese dal National Theatre di Londra), La spiaggia (con Maria Paiato), Cacciatori nella neve, Un cuore semplice (dal racconto di Flaubert e ancora con Maria Paiato), Un luogo dove non sono mai stato (dai racconti di David Leavitt), Un forte ronzio di mosche (finalista premio Enrico Maria Salerno 2008).
Nel 2001 vince il Premio Flaiano e nel 2002 il Premio Europeo per la Drammaturgia del Festival di Heidelberg.
Con Le mattine dieci alle quattro vince nel 2011 il prestigioso premio Le Maschere del Teatro – Oscar del Teatro come miglior autore italiano e il Golden Graal 2010 come miglior regista.
I suoi testi sono pubblicati in Germania dalla Drei Masken Verlag di Monaco. 
È anche sceneggiatore cinematografico e televisivo.


Margherita Di Rauso

Margherita Di RausoAttrice versatile, originaria di Capua, frequenta la scuola di teatro di Giorgio Strehler al Piccolo di Milano. Accanto al lavoro di attrice affianca quello di cantante del repertorio teatro-canzone. Giovanissima riceve il premio Hystrio e il premio Wanda Capodoglio. Lavora maggiormente in teatro con i più noti registi e attori del panorama italiano (in ordine cronologico): Giorgio Strehler, Luca Ronconi, Elio De Capitani & Ferdinando Bruni, Massimo Luconi, Toinino Conte, Glauco Mauri, Kristoph Warlikowski, Andrèe Ruth Shammah, Paolo Castagna, Corrado D’Elia, Geppy Gleijeses, Maurizio Nichetti, Luca De Bei, Eleonora Pippo, Luca De Fusco, Michele Placido, Mariangela Melato, Anna Maria Guarnieri, Tony Servillo, Franco Branciaroli, Massimo Popolizio, Ferruccio Soleri, Simona Marchini, Marina Malfatti, Massimo Ranieri, Lina Sastri. Lavora per tre anni tra Germania ed Austria presso i maggiori teatri come Burgtheater di Vienna diretta da Karin Beier in una Compagnia Internazionale mettendo in scena Shakespeare e Pirandello. È stata finalista come migliore attrice non protagonista ai Premi Olimpici nel 2009 e al Premio Le Maschere del Teatro 2012.
Recentemente in teatro:
“Re Lear”, di Shakespeare, regia Michele Placido, nel ruolo di Goneril; “L’Opera da tre soldi”, di Brecht-Weill, regia Luca De Fusco nel ruolo de La Signora Peachum, accanto a Massimo Ranieri e Lina Sastri; “Itagliani!”, di A. Cilento, regia Eleonora Pippo.
Dalla collaborazione artistica con il noto scrittore Luca De Bei sono nati due monologhi: “Giro di Vite” e “Louise Bourgeois, falli – ragni e ghigliottine”.
Al cinema:
2012 – “To Rome with Love” di Woody Allen, come la moglie di Luca (Antonio Albanese);
2011 – “Napoletans” di Luigi Russo, come Anna, protagonista femminile, con Maurizio Casagrande;
2010 – “Into Paradiso” di Paola Randi in concorso al Festival di Venezia 2010, come la cameriera Adelina e l’attrice brasiliana di telenovelas, con G. Imparato e P. Servillo;
“My best enemy”, film in lingua tedesca, di Wolfgang Murnberger in concorso al Festival di Berlino 2011 con Marthe Keller, Moritz Bleibtreu;
“Italians” di Lucas Barczy, uscito in Polonia nel 2010.


Giulio Forges Davanzati

Giulio Forges DavanzatiAttore romano, diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” nell’anno 2007. Si forma con nomi importanti del panorama teatrale, come Jan Fabre, Jhonathan Waller, Christhina Soeborg, Francesco Manetti, Luca Ronconi, Nicolaj karpov.
La sua carriera teatrale parte in teatri come la Cometa Off e il Globe Theatre di Roma con rispettivamente “Dio” per la regia di Andrea Trovato e “Racconto d’inverno”, regia di Francesco Manetti. Nel 2008/09 partecipa ad una fortunata produzione che lo vede protagonista con Giuliana De Sio in “Il Laureato”. Con alla regia Piero Maccarinelli ed un testo adattato da Ricci/Forte va in scena con “Troilo Vs Cressida”. Con Michele Placido invece lavora a “I fatti di Fontamara” e “Re Lear”.
Contemporaneamente porta avanti la sua carriera in televisione con spot pubblicitari (Smart, Kinder, Telecom Italia) e fiction come: “Colpi di sole”, “Carabinieri 7”, “Don Matteo 6”, “Un posto al sole estate”, “Piper”, “Rossella”, “Amici nemici” e infine “L’onore e il rispetto”.


Brenno Placido

Brenno PlacidoDebutta al cinema in Romanzo Criminale (2005) e Il grande sogno (2009), entrambi film diretti da Michele Placido, è nel cast di Natale in Sudafrica, regia di Neri Parenti (2010), Interno giorno, regia di Tommaso Rossellini (2011), Bella addormentata, regia di Marco Bellocchio (2012).
In televisione debutta con I liceali, Canale 5, regia di Lucio Pellegrini, ma ottiene grande popolarità con le tre stagioni della fiction Tutti pazzi per amore, trasmesse tra il 2008 e il 2012 da Rai Uno, in cui interpreta il ruolo di Emanuele Balestrieri.
Nel 2010 è premiato con il GrandPrixCorallo città di Alghero per l’interpretazione nella fiction Tutti pazzi per amore 2.
Ancora nel 2010 interpreta Mauro in natale in Sudafrica. Nel 2011 riceve dal Foggia Film Festival il premio Miglior attore emergente nel panorama italiano. Nel 2012/13, insieme al padre Michele, va in scena con “Re Lear”, spettacolo con una grande torunée nazionale.

 

 

 

scene Francesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
disegno luci Marco Laudando
aiuto regia Peppe Bisogno
assistente alla regia Lucrezia Lanza
assistente scene Valeria Mangiò

COSÌ LA STAMPA

LA STAMPA, Masolino D'Amico - 30 Settembre 2013
...Margherita Di Rauso, da molti anni comprimaria di infallibile bravura, ha così modo di scavare proficuamente in una creatura dalle molte sfaccettature - la vernice di rispettabilità, il retroterra paesano da cui costei si è emancipata ma che riemerge nei momenti di tensione, la sensualità che si libera in un momento di baccante; ed è di volta in volta dimessa e sexy, ispida e allettante, spaventata e aggressiva...Margherita Di Rauso è l'eccellente interprete della piéce scritta da Ruccello. Con lei Giulio Forges Davanzati e Brenno Placido nei panni delle sue vittime.

LA REPUBBLICA, Rodolfo Di Giammarco - 29 Settembre 2013
Nel bellissimo Week End, scritto da Annibale Ruccello nel 1983, tre anni prima di morire, ... e di cui ora ammiriamo un'edizione lucida, patologica e accuratissima con regia di Luca De Bei. L'insegnante è una strenua, cerea, alienata, e spietata di dentro Margherita Di Rauso...

L'UNITÀ, Francesca De Sanctis - 27 Settembre 2013
...È un testo molto interessante, delicato e duro, che ci racconta ancora una volta una storia di una solitudine estrema, di una alienazione che diventa trasgressione e violenza...Stavolta ci pensa Luca De Bei a presentarlo al pubblico romano...Lo spettacolo ha appena inaugurato la stagione del Teatro della Cometa..affidando il racconto di questo noir psicologico a un'attrice molto "ruccelliana", Margherita Di Rauso affiancata dal versatile Giulio Forges Davanzati e dal giovanissimo Brenno Placido...Potente e intenso il monologo finale di Margherita Di Rauso, che seduta su una sedia ci racconta una storia familiare e dal sapore antico...

RETROSPETTIVE.COM, Lutà - 2 Ottobre 2013
...Luca De Bei riesce a sublimare anche gli aspetti più atroci del testo offrendo allo spettatore un ruolo non da voyeur ma da confessore e riesce a rendere tutto estremamente poetico e a tratti commuovente. Margherita Di Rauso in questo ruolo supera se stessa e si conferma la poliedrica attrice, che soprattutto negli ultimi anni ha dimostrato di essere con interpretazioni memorabili come la signora Peachum ne “L’opera da tre soldi” di Bertolt Brecht con la regia di Luca DeFusco. Qui assistiamo ad una Di Rauso ancora diversa, asciutta, essenziale ma che muove le viscere di chi è li ad ascoltarla nel suo inquietante tormento, una Di Rauso mostruosamente brava. Ad accompagnarla in questo spettacolo al limite tra sogno e realtà, tra sonno e veglia due bravi attori: il bel Giulio Forges Davanzati ed il giovanissimo Brenno Placido. Entrambi rappresentano l’altro colore dello spettacolo, se la Di Rauso detiene i colori violacei e scuri loro detengono quelli chiari, non della luce ma della sfacciataggine e impertinenza. E proprio in questo gioco di chiaro scuri decide di muovere i sui attori Luca Dei Bei per dipingere a tratti forti un suo nuovo successo teatrale.

ECCOLANOTIZIAQUOTIDIANA.IT, Veronica Meddi - 30 Settembre 2013
... Margherita Di Rauso incarna, come riposseduta, non solo la protagonista, ma tutto il suo dolore, il disincanto, la caduta di ogni speranza, e poi, nel suo delirio la voglia di sentirsi donna, di godere la vita... La regia di Luca De Bei è spietatamente sensibile. Autore e regista sembra abbiano concordato la voglia della totale attenzione del pubblico. In sala si tossisce infatti solo dopo che l’attore ha recitato la sua battuta. L’onirico viaggio maledetto della donna è in scena. Gli echi dell’infanzia infranta, la morte dunque, il cannibalismo, la distruzione, la vendetta, aleggiano proprio come fanno le speranze quando smettono di esistere anche davanti a uno specchio...

TEATRO.ORG, Alessandro Paesano – 05 ottobre 2013
Margherita Di Rauso è l'attrice ideale per questo ruolo dotata di un grande talento che le fa restituire le emozioni e le reazioni di Ida non già semplicemente recitandole ma innervandole e incarnandole sul proprio corpo di interprete che sa stare sulla scena con una confidenza e una spontaneità di squisita eleganza.
Di Rauso dà corpo e ombra a Ida, alla sua vita e alle sue ossessioni, mostrando i segni interiori (il ludibrio del paese che l'ha vista come una puttana perchè ha viaggiato da sola senza di essere sposata) ed esteriori (il desiderio di essere considerata piacente) della frustrazione di un riscatto (quello di essere venuta a Roma a fare la professoressa) che non le ha davvero cambiato la vita, emancipandola dalla pressione sociale del paese solo per condurla verso una solitudine totale: le uniche persone che la vengono a trovare lo fanno per lavoro lo studente cui dà ripetizioni, l'idraulico chiamato per riparare un guasto inesistente.
De Bei e Di Rauso si fanno forti l'uno dell'intelligenza scenica dell'altra divertendosi a sfidarsi in un contrappunto nel quale più De Bei esplicita l'implicito del testo di Ruccello più Di Rauso cavalca questa espansione di senso e di significato con grande autorevolezza e sicurezza di sé. Una confidenza dell'attrice che arriva al pubblico, che le si affida completamente. Anche per questo Margherita Di Rauso è Ida in una maniera che va ben al di là del classico rapporto tra attrice e personaggio.

Lia Zinno - Organizzazione e Distribuzione

 

 

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