GROTESK!

di Bruno Maccallini e Antonella Ottai

testo liberamente ispirato ai maggiori autori dell’epoca di Weimar
tratto dal volume Ridere rende liberi di Antonella Ottai

musiche originali di Max Hansen, Friedrich Hollànder, Jacob Jacobs, Hermann Leopoldi, Paul Lincke, Martin Roman, Kurt Weill e Pino Cangialosi

traduzioni dal tedesco Bruno Maccallini

adattamenti in italiano delle canzoni Franca d’Amato

Berlino, alla fine degli anni Venti: la metropoli del futuro! Dalle immagini che raccontano la sua prorompente vitalità, in scena si riversa, come per magia, un personaggio in carne e ossa: Grotesk! Grotesk, un mood, un timbro, un carattere e molte scene disseminate nella Berlino di Weimar; un confèrencier irriverente e mordace, un provocatore irresistibile, un’eccellenza della risata, dello sberleffo, del ghigno satirico. Il suo personaggio dà figura all’humour agro che aveva contribuito a fare del Kabarett berlinese uno spazio di libertà e di critica sociale. è un artista, un po’ mago, un po’ prestigiatore, o forse, più che un personaggio, è solo una parte in commedia; magari un imbroglione, un mestatore che dispensa storie scaturite dagli autori più graffianti dell’epoca weimariana: aggredisce il pubblico con le contestazioni radicali di Walther Mehring, lo spiazza attraverso i paradossi del grande Kurt Tucholsky, lo blandisce al suono delle musiche di Kurt Weill e Friedrich HollànderGrotesk abita la densità delle immagini storiche che gli hanno offerto lo spazio scenico; la sua performance travolge la loro narrazione: maschera sensibile a tutti gli umori, il Nostro vive gli anni ruggenti in cui la scena del Kabarett rivela sempre più il volto d’una Germania democratica, radicale e antimilitarista. E li vive tutti, dall’inizio tempestoso al disastro finale, mentre il sogno di un futuro scivola nell’incubo del nazismo. Che non potrà spegnere il suono irriverente della sua risata, ma ne confinerà drasticamente il territorio. Indossando di volta in volta i panni del comico, del conferenziere, del mentalista, destreggiandosi fra musiche complici e testi esilaranti, non smette mai di aggredire il comune buonsenso, di denunciarne il vuoto che nasconde. Grotesk si fa modello ineguagliato di un campo di battaglia – come sognava Hollànder – su cui con le sole armi pulite delle parole giuste e della musica si possono distruggere le armi d’acciaio.

Regia Bruno Maccallini

Musiche originali Pino Cangialosi

Kabarett Ensemble: Stefano Costantini tromba –Flavio Cangialosi contrabbasso, pianoforte, percussioni –Pino Cangialosi pianoforte, fagotto, percussioni, fisarmonica

Voce Narrante Franca d’Amato

Visual Luca Ruzza con Tiago Branchini e Gioele StellaRegia audiovisiva Benedetto SanfilippoTesti e ricerca iconografica Antonella Ottai
Luci 
Maurizio Montobbio

Costumi Alexandra Stelzer, Alice ParisMovimenti coreografici Igino MasseiMagia Disguido Guido MariniPupazzo Grotesk Andrea De CesareMaschere Jakob De Chirico

Tecnico luci Giacomo CursiAssistente alla Regia Martina Maccallini

Proiettori messi a disposizione da OpenLab CompanyDisegno Grafico Stefania GiuseppettiFoto di scena Martina Maccallini, Mauro Terranova

Ufficio stampa
 Cinzia D’Angelo

Produzione esecutiva e Organizzazione: Antonella Lepore

Da sempre attratto dagli spettacoli di Kabarett della Berlino degli anni 20-30 in tutti i suoi aspetti, dall’intrattenimento alla satira socio-politica, Bruno Maccallini – in scena con tre musicisti – firma anche il copione insieme ad Antonella Ottai (Dip. Storia dell’Arte e dello Spettacolo dell’Università Sapienza di Roma ) e la regia e si avvale della preziosa collaborazione di Luca Ruzza per l’impianto scenico (docente di Scenografia virtuale alla Sapienza ed esperto di nuove tecnologie digitali), di Alexandra Stelzer per i costumi (mente creativa nonché fondatrice della casa di moda DeCall) e di Maurizio Montobbio per le luci (già lighting designer de l’Opèra National de Paris e del Crazy Horse).

Spettacoli stagione 2017-2018