Gioello d'arte alle pendici del Campidoglio (così lo definì Antonio Munoz) inaugurato nel 1934 e voluto fortemente da
Anna Laetitia Pecci Blunt, il
Teatro della Cometa conobbe subito una meritata fama.

Negli anni cinquanta - esattamente nel 1958 - il Teatro fu completato dagli architetti
Tommaso Buzzi e
Virgilio Marchi.
Per dieci anni l'attività fu ininterrotta, ospitando prime teatrali di autori "difficili", quali Jonesco, Beckett, Kopit, ospiti di grande prestigio in serate di "one man show" (John Gielgud, Jean Louis Barrault, Madeleine Renaud), famosi concertisti (Arturo Benedetti Michelangeli, Nikita Magaloff), recital di cantanti (Milly, Gisela May, Charles Trenet), opere da camera del repertorio italiano.
Nel 1969 un corto circuito provocò un incendio che distrusse interamente il teatro.
Dopo 17 anni, d'intesa con
Viviana Pecci Blunt, figlia della scomparsa Laetitia,
Giorgio Barattolo ha ridato vita al
Teatro della Cometa, con la collaborazione dell'architetto
Alberto Filippi.
Giorgio Barattolo è il nipote di
Giuseppe Barattolo, il famoso produttore cinematografico del primo ventennio del secolo, fondatore della Caesar Film, scopritore di Francesca Bertini e protagonista del periodo aureo del cinema muto italiano.