Teatro della Cometa
Stagione 2010 - 2011

Aghi dddi Pino in 3D

Con Pino Insegno
e con Alessia Cacciotti e I Baraonna

Platea e palcoscenico si trasformeranno in un grande salotto nel quale il protagonista, accompagnato da un gruppo di straordinari musicisti vocalist e una giovane attrice, traghetterà gli spettatori attraverso il magico mondo del Cinema, del Doppiaggio e del Teatro.
Sketch, canzoni, monologhi, il tutto condito da filmati interattivi, daranno modo al padrone di casa di duettare con i grandi protagonisti del passato. Questi sono alcuni dei molti ingredienti di una magica serata che riserverà al pubblico un posto da protagonista.
Signore e Signori, Buon Viaggio.




Romeo e Giulietta

di William Shakespeare
traduzione di Luca Scarlini
Cast di 10 attori
scene Alessandro Chiti
costumi Helga H. Williams
uno spettacolo di Giuseppe Marini


Al suo terzo incontro con Shakespeare, Giuseppe Marini porta in scena la più alta e suprema indagine poetica sulla (vera) natura dell'Amore.
In tutta la letteratura mondiale di ogni epoca non è stato scritto niente di più sublime e anche nella produzione shakesperiana "Romeo e Giulietta" non ha eguali nel cantare l'irriducibilità di un amore che muore della propria intensità... del proprio "troppo".
Nella "bella" Verona del prologo, dilaniata da risse, duelli e da un odio violento di cui non si conoscono neanche più le ragioni d'origine, ma che ferve di vita, di movimento, di banchetti, di feste, di balli e maschere, per contrasto tanto più angosciosa e crudele appare la "chiamata" della morte di due giovani nel pieno del loro tumulto giovanile, nel più dilagante trionfo della vita, di passione, di sensi.
Fiori prematuramente recisi, Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme soltanto in una cripta, in una sorta di legame, raggelato e "premiato" dalle insulse statue d'oro che verranno erette a loro ricordo.


Ben Hur

di Gianni Clementi
con Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Elisabetta De Vito
scene Francesco Montanaro
costumi Isabella Rizza
regia Nicola Pistoia


Lo spettacolo affronta argomenti seri come l'immigrazione e il razzismo in una chiave inedita e assolutamente brillante.
Una delle caratteristiche dell'autore, Gianni Clementi, è riuscire a trattare temi di attualità in modo estremamente semplice, suscitando nel pubblico momenti di profonda riflessione e di grande ilarità.
Sergio è uno stuntman caduto in disgrazia dopo un avvio eccellente con Spielberg nel film "Salvate il soldato Ryan". Oggi si ritrova infortunato e in attesa di ottenere un improbabile risarcimento. Così per sbarcare il lunario si arrangia a posare, davanti al Colosseo, vestito da centurione per le foto con i turisti.
Sergio vive con Maria, la sorella separata, che per arrotondare i magri guadagni del fratello è costretta a lavorare in una chat erotica.
A rompere la routine quotidiana arriva Milan, ingegnere bielorusso con tanta voglia di lavorare. Per mandare i soldi alla sua famiglia, Milan si arrangia a far tutto, anche a sostituire Sergio nel ruolo di centurione...


Banda (dis)armata

di Adriano Bennicelli
Michele La Ginestra
Sergio Zecca
Ettore Bassi
Regia: Roberto Marafante

Demetrio ha quarant'anni, una moglie romena che lo chiama "defisiente", un curriculum fatto solo di colloqui di lavoro e un figlio di cinque anni che tenta di conquistare giocando a lanciarlo in aria, ovunque, di continuo. E' convinto che i bambini abbiano bisogno di volare in aria, perché come lui vivono nelle nuvole, immaginano cose che non ci sono, sognano cose che non si avverano.
Iaio cura la manutenzione degli strumenti musicali all'interno del Quirinale. Al contrario del suo amico Demetrio, è un uomo pratico e determinato. Demetrio lo ammira per la sua capacità di affrontare la vita a testa alta. E anche per quella di nascondere agli altri la sedia a rotelle su cui si muove.
Paolo è cieco. Non vede niente, se non quello che gli altri non riescono a vedere. Sarebbe professore di musica, ma il provveditorato ha disposto per lui solo un posto di insegnante di inglese. Vive con la madre, una donna che combatte una sua battaglia personale contro le tarme, a colpi di naftalina.
Perchè un non vedente, un non deambulante e un non pensante si ritrovano sul cornicione del palazzo presidenziale, con uno striscione che rivendica la dignità dei padri? Cosa li porta a questa clamorosa rivolta contro lo stato, armati solo di strumenti musicali? E perchè la polizia li considera come fossero dei terroristi?
Questa è la storia di tre uomini privi di strumenti, assediati da barriere architettoniche e mentali, che tentano una disperata insurrezione disarmata e... disarmante.


A cena con amici

di Donald Margulies (Premio Pulizer 2000)
con Paolo Giovannucci, Antonella Attili, Paolo Zuccari, Elodie Treccani
regia Paolo Zuccari

Due coppie sposate con figli sono amici da molti anni. Condividono cene, vacanze ed esperienze. Oggi, dopo dodici anni di felicità indiscussa, una coppia esplode e procede determinata verso il divorzio. L'uomo si è innamorato di un'altra e la moglie disperata cerca accoglienza e comprensione nella coppia salda, i migliori amici che ha. Questi, sorpresi in modo quasi violento, faticano ad accettare l'accaduto, più della loro amica abbandonata. Per loro cade un punto di riferimento e si scoprono impreparati e increduli. Da qui nasce un nuovo corso in cui marito e moglie, specchiandosi nella crisi degli altri due, non possono evitare di farsi domande sul futuro che li attende. La paura serpeggia di fronte alla possibilità della fine anche del loro rapporto e cercano di capire come poterla anticipare. Sanno che, se arrivasse, sarebbe insostenibile. Il disagio cresce ancora di più quando i loro amici separati si ricostruiscono una vita con due nuovi partner e appaiono più felici e sereni di prima. La pressione aumenta e la coppia sposata deve uscire dal tunnel... Uno sguardo impietoso e spesso anche divertente sulle relazioni nella "società liquida" teorizzata da Zygmunt Bauman.


Honour

di Joanna Murray-Smith
traduzione di Masolino d'Amico
con Paola Pitagora, Roberto Alpi
e con Viola Graziosi, Evita Ciri
idea scenica Franco Però
costumi Mariolina Bono
regia Franco Però


George, giornalista e critico letterario, famoso e molto influente; Honour, sua moglie, un tempo brava scrittrice; Sophie, fragile figlia della coppia, studentessa universitaria; e poi Claudia, giovane intervistatrice, molto determinata, con mire letterarie. Una famiglia importante dell'establishment intellettuale, in cui i ruoli della coppia sono ben definiti, con soddisfazione (reale? apparente?) di entrambi i partner. Ma qui arriva, meteora insospettata, Claudia a intervistare Lui, l'intellettuale famoso e l'ingranaggio, in apparenza perfettamente oliato del ménage familiare, comincia ad incepparsi. Che una giovane donna attraente affascini l'uomo maturo al punto di fargli abbandonare la vita precedente, rientra in una conosciuta casistica; la giovane Claudia tuttavia intreccia rapporti anche con le altre due donne della famiglia: Honour e Sophie.
Lo scontro tra forme diverse di amore, quello confermato da una vita in comune e quello scoppiato sotto il segno della passione, è il punto di partenza del testo. Una scrittura che unisce l'uso del bisturi per sezionare comportamenti e rapporti, alla leggerezza dei toni da commedia brillante.
La struttura procede con un andamento simile alle riprese di un incontro di boxe. Sono le armi che consentono a Murray Smith, autrice australiana di culto, di raccontare superbamente questa storia.


Antonio e Cleopatra alle corse
di Robero Cavosi
con Annamaria Guarnieri, Luciano Virgilio
uno spettacolo di Andrèe Ruth Shammah


Scritta con struggente irona da Roberto Cavosi, prolifico e pluripremiato drammaturgo meranese, la commedia mette in scena il bizzarro ménage di Bambino e Bambina, entrambi maniaci dei cavalli al punto di aver trasformato la loro casa in una sala corse, teatro del loro quotidiano cercarsi e respingersi, litigare e fare pace.
Su una scena semplice e insieme bizzarra, un divano, poltrone, mucchi di giornali di ippica e due file di monitor tv con risultati della gare che sovrastano la platea, si recita il continuo, tragico stuzzicarsi tra i due: l'unico modo, per due persone anziane,di parlare d'amore. Lei è una donna ricca, afflitta da due malattie, una rara allergia che la costringe a stare lontano dalla luce, e l'ossessione che il suo uomo l'abbandoni. Lui è un tipo qualunque, sempre in giro senza un soldo in tasca, incapace di lasciare la donna con cui vive da sempre.
In una sala abitata da sei monitor dove le corse dei cavalli fanno da sfondo, protagonista della scena è il tenero straziante amore di Bambino e Bambina.


Precarie età

di Maurizio Donadoni
con Patrizia Milani, Maria Paiato
scene Giacomo Andrico
costumi Valter Azzini
regia Cristina Pezzoli


E' una storia di donne scritta da un uomo con grande sensibilità rispetto a quanto può accadere a belle signore emancipate e orgogliose di vivere la loro vita in maniera combattiva e vitale.
I due atti di questa commedia potrebbero essere rappresentati anche come due spettacolli autonomi l'uno dall'altro, tanto cambiano le cose dal primo al secondo. Tutto è diverso anche se sono passati solo cinque anni.
La vita ci fa cambiare in fretta e ci fa vedere e toccare le cose in maniera del tutto differente e impensabile anche poco tempo prima. Crisi economica, con la perdita del lavoro, e crisi sentimentale, con la perdita dei mariti, si intrecciano in questa commedia dando vita a un'infinità di situazioni comiche.
L'autore racconta queste crisi con mano davvero felice, con ironia e simpatia per le due protagoniste e un po' di amarezza per le delusioni che la vita ci costringe ad affrontare quasi ogni giorno.


ConvenShown! Impiegati allo sbaraglio

un musical di Gianfranco Vergoni
musiche di Piero e Massimo Calabrese
regia e coreografie di Fabrizio Angelini


Nella sala conferenze di una affermata ditta internazionale è prevista una serata musicale a scopo promozionale, una convention aziendale, con cantanti, comici, ballerine. Ma un colossale ingorgo sull'autostrada blocca l'arrivo di tutti gli artisti. Cinque impiegati, a rischio licenziamento, decidono di sfruttare l'occasione per mettersi in luce e così allestiscono in una sola giornata una serie di numeri musicali che eseguiranno le sera stessa per il pubblico di clienti inportanti, finanziatori e politici influenti. Ma molti imprevisti movimenteranno le prove e la serata. La riduzione del venti per cento del personale, e cioè di un impiegato ogni cinque, incombe come una mannaia... Tic, fobie e manie individuali aumentano la tensione... il nome del icenziato verrà annunciato subito dopo lo spettacolo... fare bella figura alla convention può essere l'unico modo per salvare il posto di lavoro... non c'è tempo da perdere! In un clima di gioco e follia, tra reminiscenze del varietà televisivo anni '70, parodie del repertorio melodico tradizionale, stralunate incursioni nel blues, numeri di tip tap, sensuali serenate latino-americane, ciascuno dei nostri cinque eroi, coinvolgendo gli spettatori, tenta di emergere a discapito dei colleghi... perché anche quando si cerca di dare il meglio... il peggio viene sempre fuori da sé...!


Le mattine dieci alle quattro
scritto e diretto da Luca De Bei
con Federica Bern, Riccardo Bocci, Alessandro Casula
scene Francesco Ghisu
costumi Sandra Cardini


A Roma, ogni mattina all'alba, alla stessa ora, due ragazzi e una ragazza aspettano l'autobus che dalla periferia li porterà sui luoghi di lavoro. I due ragazzi, uno italiano e l'altro straniero, lavorano in un cantiere edile. La ragazza, italiana, fa le pulizie in uffici e piccole industrie per conto di una ditta che riceve subappalti. Sono poco più che ventenni e lavorano in "nero". Fanno lavori sottopagati, pericolosi, umilianti e ovviamente precari. La loro realtà è fatta di levatacce, di turni massacranti, di tentativi di fuga dal quotidiano nello stordimento dell'alcool, della droga o della musica di una discoteca.
Ma è fatta anche di aspirazioni, di sogni frustrati, oppure, a volte, di una totale mancanza di ideali.
In questa cornice così dura e spersonalizzante c'è, malgrado tutto, posto per l'ironia, per la voglia di una vita migliore e, soprattutto, affiora un comune, disperato bisogno d'amore. E una delicata, fragile storia d'amore infine nascerà, anche se sarà minacciata dalla violenza e dallo sfruttamento in cui sono immerse le vite dei protagonisti.


Mumble Mumble ovvero confessioni di un orfano d'arte
alla Cometa Off

di Emanuela Salce e Andrea Pergolari
con Emanuele Salce e Paolo Giammarelli


Nella solitudine di un camerino improvvisato, un (ormai non più) giovane attore, impegnato a provare la spericolata messinscena di un importante testo letterario, si trova, involontariamente ma inevitabilmente, a fare i conti con se stesso. Come essere, nello stesso tempo, (doppio) figlio d'arte, uomo di cultura e groviglio materiale di ossa, nervi e sangue che soffre e gode per i bisogni primari della vita?
"Mumble Mumble" mette in scena l'ambizioso tentativo del protagonista di combinare l'aspirazione verso una verità assoluta, il contatto con la relatività dell'esistente, le pulsioni sessuali e un irrefrenabile (e non del tutto astratto) bisogno di liberazione. Cercando di conciliare le pagine di Dostoevskij, gli Europei di calcio, i paterni cerimoniali funebri, un'irresistibile australiana e una sciagurata boccetta di lassativi...
Con il controcanto ironico e discreto di un personaggio-spettatore, ora complice ora provocatore, assistiamo a una confessione pubblica di sogni, incubi e ossessioni, tutti implacabilmente sotto il segno dell'amore e della morte. Ovvero delle due complementari pulsioni primarie che stringono d'assedio l'uomo dall'alba dei tempi: eros e thanatos.
Un paradossale e compiaciuto autodafé laico che è la testimonianza consapevolmente devastata di un orfano d'arte partecipe di un mondo assurdamente logico.





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