L’ultimo figlio di una famiglia numerosa e i suoi mezzi di locomozione. Un racconto brillante e ironico nel corso del quale i ricordi di una vita riaffiorano, “trasportati” dai vari mezzi di locomozione che hanno accompagnato le tappe fondamentali di questo lungo percorso.
Dal girello all’automobile, ogni periodo è rappresentato da una storia e il suo veicolo: gli anni della prima infanzia sul triciclo, la prima adolescenza a cavallo di una bicicletta, la giovinezza in sella a un motorino, le “quattro ruote” della maturità, il coronamento del sogno proibito, la “Moto” con la emme maiuscola.
Man mano che la voce dell’affabulatore procede nel racconto, i cinque giovani attori in scena fanno sì che le immagini evocate scorrano velocemente sotto i nostri occhi, fino ad approdare ai giorni nostri.
E il futuro? Cosa ci riserverà? Se è vero che, parafrasando un vecchio detto, “la moto logora chi non ce l’ha”, lasciamoci andare a “ruota libera” tra ricordi, aneddoti e risate.
di
Michele La Ginestra e
Adriano Bennicelli
con
Francesca Baragli, Claudia Campagnola,
Massimo De Giorgio, Vania Lai,
Matteo Vacca
regia
Sergio Zecca