| |
Stagione
2009 - 10
| |
|
A RUOTA LIBERA
L’ultimo figlio di una famiglia numerosa e i suoi mezzi di locomozione. Un racconto brillante e ironico nel corso del quale i ricordi di una vita riaffiorano, “trasportati” dai vari mezzi di locomozione che hanno accompagnato le tappe fondamentali di questo lungo percorso.
Dal girello all’automobile, ogni periodo è rappresentato da una storia e il suo veicolo: gli anni della prima infanzia sul triciclo, la prima adolescenza a cavallo di una bicicletta, la giovinezza in sella a un motorino, le “quattro ruote” della maturità, il coronamento del sogno proibito, la “Moto” con la emme maiuscola.
Man mano che la voce dell’affabulatore procede nel racconto, i cinque giovani attori in scena fanno sì che le immagini evocate scorrano velocemente sotto i nostri occhi, fino ad approdare ai giorni nostri.
E il futuro? Cosa ci riserverà? Se è vero che, parafrasando un vecchio detto, “la moto logora chi non ce l’ha”, lasciamoci andare a “ruota libera” tra ricordi, aneddoti e risate.
di
Michele La Ginestra e
Adriano Bennicelli
con
Francesca Baragli, Claudia Campagnola,
Massimo De Giorgio, Vania Lai,
Matteo Vacca
regia
Sergio Zecca

|
|

|
|
|

|
|
APPUNTAMENTO A LONDRA
Appuntamento a Londra è una novità assoluta per il teatro, scritta da Mario Vargas Llosa, uno dei più apprezzati scrittori di fama mondiale, che anche in questo testo propone alcune delle suggestioni a lui più care.
La storia che racconta è un’acuta e profonda riflessione sul tema dell’identità e sulla vita segreta delle persone.
Lo spettacolo è anche un’indagine sui valori dell’amicizia e dei sentimenti, su quel sottile filo che ci lega come esseri umani, come attrazione profonda dell’uomo per l’altro da sé.
Due amici d’infanzia e gioventù, entrambi peruviani, si ritrovano a Londra dopo molti anni durante i quali non avevano avuto più contatti.
Nel loro incontro rivivono il passato, mescolando bei ricordi con brutte storie che credevano oramai sotterrate o delle quali, forse, ignoravano l’esistenza.
Un teatro fortemente ispirato dalla letteratura in uno scambio fertile tra i diversi linguaggi espressivi.
di
Mario Vargas Llosa
con
Pamela Villoresi,
David Sebasti
scene:
Francesco Ghisu
costumi:
Lucia Mariani
musiche:
Germano Mazzocchetti
regia:
Maurizio Panici
|
|
|
ANTONIO E CLEOPATRA ALLE CORSE
Scritta con struggente ironia da Roberto Cavosi, prolifico e pluripremiato drammaturgo meranese, la commedia mette in scena il bizzarro ménage di Bambino e Bambina, entrambi maniaci dei cavalli al punto di aver trasformato la loro casa in una sala corse, teatro del loro quotidiano cercarsi e respingersi, litigare e fare pace.
Su una scena semplice e insieme bizzarra, un divano, poltrone, mucchi di giornali di ippica e sei monitor con i risultati delle gare che sovrastano la platea, si recita il continuo, tragico stuzzicarsi tra i due: l’unico modo, per questa coppia di persone anziane, di parlare d’amore.
Lei è una donna ricca, afflitta da due malattie, una rara allergia che la costringe a stare lontano dalla luce, e l’ossessione che il suo uomo l’abbandoni.
Lui è un tipo qualunque, sempre in giro senza un soldo in tasca, incapace di lasciare la donna con cui vive da sempre.
In una sala abitata da due file di monitor tv dove le corse dei cavalli fanno da sfondo, protagonista della scena è il tenero straziante amore di Bambino e Bambina.
Antonio e Cleopatra è il racconto di un grande amore che si infrange nella quotidianità. Un amore che si deve confrontare con l’estremo surrealismo della nostra vita. Un amore che cerca la luce e una felicità impossibile, che gioca le sue passioni e i suoi sentimenti come in un tragicomico gioco ai cavalli.
Roberto Cavosi
di Roberto Cavosi
con
Annamaria Guarnieri e
Luciano Virgilio
musiche
Michele Tadini
uno spettacolo di
Andrèe Ruth Shammah

|
|

|
|
|

|
|
SOTTO IL CIELO DI ROMA
TRASTEVERINI
La vera protagonista di questa commedia musicale è l’anima di Roma. La Roma di oggi, concreta, che lavora, sogna, fatica, soffre, si arrabatta per andare avanti, crede nell’amicizia, ama la musica e scherza su qualunque cosa.
I personaggi, gente comune, reale, che si può incontrare per strada, in una panetteria, in un’officina: Dario, che canta nei ristoranti, o sui marciapiedi, insieme a Enrico, carrozziere indebitato fino al collo; Adriana, che manda avanti il ristorante di famiglia; Gabriella, dal passato torbido; Nina, che subisce il fascino di Mirko, un affarista senza scrupoli; Iva e Sara, dalla vista lunga e la parlata sciolta.
E Centovoci, un cantastorie che ammiccando ad alcuni artisti romani molto amati dà corpo a una variegata galleria di personaggi: l’impresario arraffone, il burbero oste, l’orgogliosa portiera africana, il commissario meno tonto di quello che sembra…
Ciascuno ha un desiderio, tutti hanno dei problemi. Il destino si divertirà a intrecciare le loro esistenze, ingarbugliandone i fili in una complicata matassa.
commedia con musiche di Gianfranco Vergoni e Andrea Perrozzi
da un soggetto di
Veruska Amoroso
con
Andrea Perrozzi,
Enrico D’Amore,
Elisabetta Tulli,
Brunella Platania,
Alessandro Salvatori,
Eleonora Tata,
Marco Rea,
Tatiana Biagioni,
Roberta Marini
musiche Andrea Perrozzi
testi delle canzoni
Veruska Amoroso e
Gianfranco Vergoni
regia e coreografie
Fabrizio Angelini
|
|
|
LE CINQUE ROSE DI JENNIFER
Il testo, portato in scena dallo stesso autore nel 1980, nel corso del tempo e delle diverse edizioni ha acquisito uno spessore stilistico che gli conferisce il valore di un piccolo classico del teatro contemporaneo.
La pièce, ambientata in un quartiere della periferia napoletana, racconta, con ritmo incalzante e grande suspense, il mondo dei travestiti e il dramma della solitudine, attraverso la storia di due di loro. In un’atmosfera da thriller, da vero e proprio giallo psicologico, si muovono Jennifer e Anna, due travestiti di matrice genettiana, povere anime perdute, confinate in un ghetto nel quale pudore e dignità, nell’accezione “borghese”, non esistono più, dove per un po’ di affetto si è disposti a tutto.
Lo squallore e frustrazione che pervade la loro vita dona alla pièce una straziante poetica nella quale il tragico sfiora il grottesco.
I pensieri ossessivi e maniacali di Jennifer scorrono sulla scena mentre recita il suo ultimo delirio d’amore per Franco, un uomo che probabilmente non esiste.
Il racconto assume quindi i contorni di un lucido e lacerante delirio nel corso del quale una solitudine sempre più degradata porta alla deflagrazione di ogni codice comunicativo, in un estremo tentativo di ritrovare una propria identità.
di Annibale Ruccello
con
Leandro Amato,
Fabio Pasquini
scene
Carlo De Marino
regia Agostino Marfella
|
|

|
|
|

|
|
LA GUERRA FREDDA
DELLA
FAMIGLIA SOX
Dopo il successo dell’anteprima capitolina, torna lo spettacolo campione di risate che ha visto il ritorno a teatro di Massimo Bonetti. In scena una commedia musicale brillante dove le canzoni, tutte originali, hanno un ruolo drammaturgico fondamentale. Franco e Nicky Sox sono due cugini che dividono lo stesso appartamento, di proprietà del misterioso e lontano zio Sox. La quiete dei due è spezzata dall’arrivo improvviso dell’avvocato Stern: lo zio è morto e i suoi averi devono essere distribuiti tra i suoi discendenti. La proprietà dell’appartamento spetta in parte ad altre due nipoti spagnole: Miranda e Rosalia Sox. La ripartizione dell’immobile costringe i quattro a trenta giorni di convivenza forzata. Si scatenerà una vera e propria guerra dei sessi… una battaglia fino all’ultimo ormone.
Uno spettacolo brillante, giovane e dinamico, ambientato ai nostri giorni, esilarante ed efficace, unisce alla commedia la canzone, creando uno stile unico e nuovo, che riporta alla commedia musicale tradizionale. Un linguaggio universale, che va dalla metafora psicologica fino al modo di comunicare tramite sms, dove si toccano profondamente le atmosfere e i colori dei musical e delle sit-com americane. Importantissimo il ruolo svolto dalle canzoni. Non contorno o semplice sottofondo ma segno e segnale di un’atmosfera. Dieci brani originali, con arrangiamenti che spaziano dalla Polka all’Hip Hop, dal Boogie alla canzone d’amore…
Carlo Emilio Lerici
di Gianluca Tocci
con
Massimo Bonetti,
Giovanni Bussi,
Angela Di Sante,
Gianluca Tocci,
Giuliana Vigogna
e con la partecipazione “ectoplasmatica” di
Federico Tocci
orchestrazione musicale di
Lorenzo Capelli
regia
Carlo Emilio Lerici
|
|
| |
| |
|
|
|